Gal Locride


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La Calabria



MEDITERRANEO DA SCOPRIRE

Ciò che colpisce, della Calabria, è la capacità di questa terra di risolvere i contrasti. Asperità e dolcezze convivono.
E il fascino ne è, immancabilmente, aumentato. Alte cime e mari profondi. Verdi intensi e blu cobalto. In un breve spazio temporale l’occhio – e l’anima - riceve gli impulsi più disparati.
Con i suoi ottocento chilometri di coste, questa terra consente al turista percorsi al limite dell’immobilità e virate improvvise. Scorci inimmaginabili si aprono all’improvviso, senza che se ne fosse avuto il sentore. E lo stupore è parte integrante dell’emozione che ne deriva.
Poi i monti. Da lievi alture a cime che sfiorano i 2.000 metri. Anche qui, il paesaggio, che si apre davanti agli occhi del turista, è sorprendente perché sempre diverso. Ogni costone, pendio, risalita, altipiano, gola ha caratteristiche proprie. Dalle felci della Sila alle faggete del Pollino, per giungere ai boschi dell’Aspromonte.
Poi freddi di neve e tepori d’estate.
Ma non solo paesaggi che stimolano emozioni diverse. Anche eventi ludici per una vacanza da trascorrere all’insegna della spensieratezza e della cura del se. Le numerose sorgenti termali, per esempio, sono un patrimonio che contribuisce ad accrescere la voglia di piacersi e stare bene nella propria pelle. Così come le innumerevoli iniziative, organizzate sia in estate sia nella stagione fredda, funzionano ottimamente per rompere la routine e - perché no? – “ossigenare” un po’ la mente.
Ogni diversa esigenza trova soddisfazione.
Insomma, le contrapposizioni sono parte integrante di questa terra. Inconcepibile una Calabria senza forti contrasti. E continuerà a essere così.
Dislocata nell'estremo lembo d' Italia, la Calabria è una regione di grandi giacimenti culturali e di variegate risorse naturali. Il clima mediterraneo consente visite dalla primavera al tardo autunno, quando si rinnovano riti , legati al folklore contadino, alle tradizioni religiose e ai costumi delle minoranze etniche presenti nel territorio.

Sino a tempi recenti, la principale via d' accesso alla Calabria fu il mare. Le vie di penetrazione all'interno erano segnate dal corso dei fiumi. Dal mare giunsero nell'VIII secolo a.C. i Greci, e fondarono le città/colonie di Sibari, Crotone , Locri e Reggio. Perciò la regione è detta Magna Grecia. I Romani ruppero l'isolamento delle zone interne costruendo la via Popilia, che collegava Reggio a Capua .
Questo antico tracciato servì tra il 1960 e il 1970 a delineare l' autostrada Salerno - Reggio Calabria. Negli stessi anni si avviò la costruzione degli aeroporti di Crotone, Lamezia e Reggio, che consentono ora rapidi collegamenti con il resto del mondo.
La Calabria si può raggiungere, quindi, dal mare, dal cielo e via terra.

Un itinerario che si snodi lungo i percorsi delle varie civiltà susseguitesi nel tempo può essere, a grandi linee, cosi prefigurato chi viene da Roma o da Napoli via autostrada ha come porta d' ingresso il massiccio del Pollino con i suoi pini loricati. Superato il confine con la Basilicata nei pressi di Mormanno , si devia per Papasidero, alla scoperta del " bos primigenius " di età paleolitica , inciso nella roccia della Grotta del Romito.

Lungo il tragitto e in tutto il comprensorio, oltre alle bellezze naturali emergono le testimonianze del passato. Ritornati in autostrada, ci si avvia a Morano, che col suo castello vigila sull' altopiano che scende verso Castrovillari, cittadina ricca di reperti di età romana ed altomedioevale. Lungo la SS.105, che ricalca l'arcaico sentiero da Sibari al mar Tirreno, si incontrano i paesi italo-albanesi , e per primo Lungro, sede dell' eparchia .Gli Epiroti, che si stanziarono qui sin dal sec. XV, conservano lingua, costumi e rito bizantino. Raggiunta la Piana di Sibari, e superato Cassano, antico gastaldato longobardo, si giunge al mare Jonio.

Sulle sponde di questo mare, percorrendo la SS.106 che va da Taranto a Reggio Calabria, si trovano innumerevoli tracce archeologiche , monumenti e reperti di eccezionale valore, ora nei Musei di Sibari, Crotone, Locri e Reggio ; qui, nel Museo nazionale della Magna Grecia, fanno bella mostra di sè i Bronzi di Riace.
L'itinerario dello Jonio , percorribile anche con la ferrovia, offre una estrema varietà di beni culturali inseriti in un cangiante scenario naturale. Infatti arrivando in Calabria da Taranto, appena superato il confine con la Basilicata, si incontra Rocca Imperiale, città fortificata da Federico II nel sec. XIII e quindi il castello di Roseto Capo Spulico, a picco sul mare.Oltrepassata la foce del Crati, mentre la costa si incurva sino a Capo Trionto e a monte si delineano i verdi contorni della Sila Greca, merita far sosta a Rossano, che nonostante i ricorrenti terremoti conserva monumenti eccezionali d'età bizantina. Si segnalano la Panaghìa, San Marco e soprattutto l'abbazia del Patire. Da essa proviene il " Codex Purpureus Rossanensis", custodito nel Museo Diocesano. Ripreso il cammino verso Punta Alice, si entra in provincia di Crotone. Con una deviazione sulla SS. 107 si può visitare Santa Severina, famosa per il "Battistero", le chiesette medioevali e il grandioso castello. Si discende quindi a Crotone, che in località Capo Colonna conserva, pur insidiati dal vento e dal mare, i resti del tempio pagano di Hera Lacinia. Superato l'aeroporto di S. Anna si prosegue per Le Castella, sede di una fortificazione tra le più suggestive, riconducibile secondo la tradizione popolare ad Annibale, ma completamente riadattata nel sec. XV, quando si inasprirono le incursioni saracene. Per tale ragione la costa che si snoda nel Golfo di Squillace è detta dei Saraceni. Superata la marina di Cropani , che nell' antico abitato ha una bella chiesa di età aragonese, si giunge in provincia di Catanzaro.

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